posted by Buachaill @ 01:15 - giovedì, 19 marzo 2009

E' passato un pochino di tempo dal mio ultimo post. Ci sono voluti un viaggio di lavoro a Praga, svariate Pilsner e soprattutto i mercoledì cinefili (o cinofili? :-D) con annessa birra post-film, per tornare qui.

Dovrei raccontarne tante. Davvero tante. Perché tante ne sono successe; mi viene anche difficile ricordarle tutte. 

Potrei anche provarci, ma non mi va. Perché dovrei raccontare di tante cose, tante persone, tanti errori e tanti successi. Di persone che ti deludono, di altre che ti stimano e di altre ancora che ti stanno cancellando. Di rivincite, di soddisfazioni e di rischi. Di nuovi incontri, di amicizie, di amori transalpini che vengono e poi vanno. Di una nuova vita, di divertimenti e di rimpianti, di fortune e di solitudini.

E poi, come dice giustamente Jordan, meglio fare tabula rasa e ricominciare da zero, per ricominciare ad affidare i propri pensieri a questo spazio e non solo ai pochi caratteri a disposizione nella bacheca di facebook.

Ricomincio con un compito ben preciso, perciò bando alle ciance:

Alle donne isteriche in carriera.

A S. Patrizio.

E alle magliette della Guinness (solo da donna, li possino... ;-) ).

More to come...

 

 

(E chi vuole capire, capisca.)

posted by Buachaill @ 01:15 - giovedì, 19 marzo 2009
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posted by Buachaill @ 19:38 - domenica, 26 ottobre 2008
Avrei dovuto festeggiare a Parigi, ma non s'è potuto.
Avrei dovuto spostare il suddetto viaggio al prossimo fine settimana, ma non si potrà.
Avrei dovuto rompermi definitivamente i coglioni (bonjour, finesse) di dover annullare progetti per cause terze, e per questo, vi dirò, ci stiamo lavorando alacremente.

Come regalo di compleanno mi sono comprato il biglietto per i Gotan Project, 2 dicembre a Roma. Non mi mandate da solo, su!
posted by Buachaill @ 19:38 - domenica, 26 ottobre 2008
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posted by Buachaill @ 01:12 - domenica, 19 ottobre 2008

Esci a cena con dei vecchi amici, ed esageri fino a tarda notte al punto che il resto della nottata è meglio che non lo racconti.

Al ritorno, scopri che la moglie del Banchiere, non riuscendo a controllare il marito nell'unica sera in cui aveva deciso di svagarsi con gli amici, dopo giorni di lavoro spesi anche per campare lei che non fa un cazzo da mattina a sera, si è infuriata e se n'è tornata a dormire dai suoi.

E molto probabilmente è incazzata nera anche con te.

E poi dicono che venerdì 17 porta sfiga!

posted by Buachaill @ 01:12 - domenica, 19 ottobre 2008
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posted by Buachaill @ 20:58 - domenica, 21 settembre 2008
Un sabato mattina. Aria freddina, di quella che ti convince ad aggiungere una coperta, a restare a letto un pochino di più, che ti ricorda che è l'ultimo giorno dell'estate di questo 2008. Rumori di traffico dalla finestra, e ti stupisci ancora come possano sentirsi così nitidi anche al nono piano. Ti affacci.

Davanti a te palazzi, finestre, antenne, sullo sfondo di Monte Mario. In basso un viale alberato, ricco di vita, di rumori, di passi.

Scendi, vai verso la macchina. Decidi di perderti, fare un'altra strada che non sai. Non che ti ci voglia molto, ti basta uscire dai percorsi già battuti e conosciuti e in men che non si dica ti trovi a chiederti dove diavolo sei finito.

E giri, giri, palazzi, ponti, viali, strade, piazze, tram, negozi, autobus, turisti, bancarelle.
Ti distrai, ti becchi un "ndò cazzo stai a guardà???" da uno scooter che mancapoco ti viene addosso, ma a essere sinceri te ne frega fino a un certo punto.

Pensi a quante cose quest'estate ormai finita ha portato. E son davvero tante.

Pensi che chissenefrega del parcheggio che non c'è, chissenefrega del senso di precarietà che senti e dello stress del lavoro, chissenefrega che è l'ultima settimana che le hai dato, chissenefrega che devi prendere una decisione che non sai qual è quella giusta però ora lo sai però poi ci ripensi però dopo ancora ci ripensi di nuovo, ma chissenefrega di tutto.
 
E pensi che non te ne andrai via mai più. Pensi che chi vuole te ormai deve anche voler vivere dove vivi tu, e non è così banale come sembra. Pensi che la tua vita vuole essere legata ormai a filo doppio con questa città.
Te ne senti parte.

Anche se a questo punto ti rendi conto che ti sei perso davvero e che giri da due ore...

E mentre scrivi ti senti ridicolo, perché non sei mica il primo a scriverne e hai scritto un mare di banalità. E decidi di farla breve.

Mi sono innamorato di Roma, l'ho già detto?
posted by Buachaill @ 20:58 - domenica, 21 settembre 2008
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posted by Buachaill @ 19:22 - sabato, 13 settembre 2008
La prima cosa che ho notato del mio isolato (dopo l'enoteca, ovviamente, anche se visto che non mi piace bere da solo ho una bottiglia di Noà Cusumano aperta nel frigo da un mesetto e nessun superalcolico in giro per casa, ma si può???), quando mi sono trasferito, è stata che avevo il ristorante giapponese affianco.

Per di più, ci passo davanti tutte le sere al ritorno dal lavoro.

E passa una volta e butta un'occhio dentro. Uh, bel locale, d'atmosfera, tutto legno scuro, pietra, piante... fa molto feng shui.

E passa due volte e butta un occhio al menu. Ammazza, parecchia scelta. Ah, fa pure cinese.

E passa tre volte e butta un occhio alla cameriera. Uè, questi sò giapponesi davvero, mica come la pizzeria italiana a Dublino che offriva la pizza "margerita" di dimensioni poco maggiori delle pizzette findus alla modica cifra di 8 euro.

E passa quattro volte, e quasi quasi stasera non mi va di cucinare. Ma no và, che ho messo a scongelare le bistecche in frigo e poi mi si rovinano.

E passa cinque volte, e mò mi fermo.
Entro, e buonasera di qua, e buonasera di là, e questo è il menu del take away, e scelga pure con comodo.

- Vorrei un sushi take (6 sushi, 3 sashimi e 6 maki, cioè quei rotoli di alga con dentro riso e al centro pesce e verdure) e una bottiglia di asahi.

- Arrivano subito!

Si gira al ragazzo davanti al banco di preparazione e gli comunica l'ordinazione.
Nel frattempo parlavano tra di loro e sorridevano quando si giravano verso di me.
A mio parere mi stavano prendendo in giro (tipo "anvedi sto pinguino in giacca e cravatta"), ma vabbè.

Arriva tutto, barattolino di salsa di soia, bacchette, pago, saluto, esco, salgo a casa.

Dopo la consueta mezz'ora per mettermi tra le mani le bacchette in modo da mangiare tutto in meno di cinque ore, mi sistemo spaparanzato sul divano a mangiare mentre guardo la tv.

Adesso capita che nella vaschetta c'era il wasabi, che poi sarebbe quella salsa che sembra pongo verde che è piccante peggio dell'olio con i peperoncini ammollo.

Non mi si va a mettere dietro un pezzo di pesce.
Non lo vado a buttar giù tutto intero, quando un pizzico già basta a fare delle papille gustative ciò che Attila faceva con l'erba.

Secondo me volevano ammazzarmi. Chissà, vedendomi in giacca e cravatta tipo pinguino avranno pensato che ero uno della yakuza venuto a chiedergli il pizzo.

Vista annebbiata. Tutto il sistema respiratorio in fiamme. Dieci minuti di agonia pura.
Ora ne sono certo: l'aldilà esiste. L'ho visto con i miei occhi.
posted by Buachaill @ 19:22 - sabato, 13 settembre 2008
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posted by Buachaill @ 20:10 - mercoledì, 20 agosto 2008

Alla fine, né San Pietroburgo, né Dublino.

Ma sì, facciamoci un po' di mare, che sembro un lenzuolo bianco appena uscito da un ammollo di candeggina.

Ma sì, stiamocene in famiglia, con i genitori e i loro amici.

Ma sì, cinque giorni di casa-spiaggia spiaggia-casa, di lunghe dormite, di qualche passeggiata non possono farmi che bene, così mi riposo.



Ebbene, sono distrutto. Devastato. Annichilito.


Non solo fanno le 4, si alzano pure alle 7 per andare a pescare. E ti fanno alzare perché la canna per te gliel'avevi chiesta, te l'hanno portata e mò la usi e basta.

Non solo mi fanno fare qualche ettolitro di sangria, saccheggiano pure il reparto alcolici del supermercato. E posso assicurare che una serata a botte di long island e cuba libre spezzerebbe le reni ai più. (Vabbè, diciamo che qua una buona parte di colpa ce l'ho io.)

Non solo prendono le bombe panna e nutella a notte fonda e i cornetti con la crema per la colazione, esagerano pure a pranzo.

Non solo pretendono che uno abbia la forza di arrivarci, in spiaggia: pretendono pure di fare partite a beach volley.

Mi ci vorranno mesi per smaltire i postumi.

posted by Buachaill @ 20:10 - mercoledì, 20 agosto 2008
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posted by Buachaill @ 01:28 - giovedì, 07 agosto 2008
Grazie a una felice combinazione di date e alla magnanimità dell'azienda, mi ritrovo cinque giorni di ferie regalate a cavallo di Ferragosto. In più, ho la libertà di scegliere autonomamente dove andare, dovendo e volendo viaggiare da solo.

Ora, bisognerebbe immaginare cosa succede quando uno vuole uscire a tutti i costi ma non sa assolutamente dove andare. Uno impaziente e con la smania di organizzazione, però. Insomma, dopo estenuanti sessioni di consultazione di google maps, del sito di zia Ryanair, di volagratis, di lastminute, di svariate decine di forum et similia, lunedì sera l'illuminazione.

Ma sì, in fondo volevi andarci da tanto tempo, di questi tempi si sta bene come temperature, è un bellissimo posto, non costerà poi così tanto, non fanno i problemi di un tempo per entrare, hai appena rinnovato il passaporto... ma sì, famo sta pazzia.

Signore e signori: San Pietroburgo.

Come mio solito parto in quarta: chiamo il consolato russo, mi rispondono praticamente di andare a cagare vista l'ora a cui ho chiamato, mando email a tutto spiano per il visto, trovo nel giro di due ore un'agenzia che ci pensa tutto lei (alla modica cifra di 150 euro, sti sciacalli), vado a vedere i voli e li trovo a una cifra ragionevole, mando qualche email per l'hotel.

Martedì l'agenzia mi fa sapere che, con procedura d'urgenza (e più quattrini) il visto arriverebbe venerdì. Abbondantemente in tempo per partire giovedì prossimo.

Oh, comincio a crederci. Già comincio a pregustarmi le passeggiate sulla Nevskij Prospekt, i capolavori e la magnificenza dell'Ermitage, la vita e la luce delle notti bianche.
C'ho praticamente i neuroni col colbacco che cominciano a ballarmi il casaciok.

Stamattina parto convinto per fare le prenotazioni. Mi siedo, accendo il computer, mi controllo la posta prima di prenotare il volo e pagare per il visto.

Uh, m'hanno risposto dall'albergo.

Gente, 798 (leggasi SETTECENTONOVANTOTTO) euri per 4 (leggasi QUATTRO) notti. La migliore offerta, precisiamo.

Più il volo che nel frattempo è aumentato del 50% arrivando a 412 euri.
Più 170 euri per il visto.
Più non è che posso campare a pane e vodka per cinque giorni.
Più varie ed eventuali.

Mi sa proprio che me ne torno a Dublino, mi sa.
posted by Buachaill @ 01:28 - giovedì, 07 agosto 2008
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posted by Buachaill @ 17:56 - martedì, 29 luglio 2008

Detto fatto, ho scartato la Wii.

Cioè, non è uno spettacolo: di più. Ma non un "di più" normale: un "di più" come questo.

Stanotte ho sognato di giocarci sul televisore di Barney*. E ho detto tutto.

 

*Credo che per capire l'entità della cosa sia necessario aver guardato How I Met Your Mother...

posted by Buachaill @ 17:56 - martedì, 29 luglio 2008
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posted by Buachaill @ 21:27 - mercoledì, 09 luglio 2008
Casa a Roma..........CHECK (trovata in centro, per giunta, aggiungerei)

Impinguinamento con giacca&cravatta proprio mò che fa un caldo boia..........CHECK

Traffico sul raccordo..........CHECK

Taaanto traffico sul raccordo..........CHECK

Traffico sul raccordo di lunedì in contemporanea con lo sciopero dei mezzi pubblici..........CHECK

Niente ferie degne di tale nome fino all'anno prossimo..........CHECK

Attentati alla mia integrità morale..........CHECK

E cosa vuoi di più dalla vita?








posted by Buachaill @ 21:27 - mercoledì, 09 luglio 2008
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posted by Buachaill @ 00:47 - venerdì, 27 giugno 2008
"...abbiamo terminato il processo di selezione, e dopo aver valutato l'esito dei colloqui effettuati...


...ho il piacere di chiederle se accetta di lavorare con noi"



Devo ancora rendermi conto di quanti cambiamenti porterà questa telefonata.
Perché la risposta è stata sì, ovvio.

Mi toccherà scrivere un addio ai monti per celebrare il borgo selvaggio (non natìo però, giammai!) da cui - finalmente - vado via.
Tiè, Manzoni e Leopardi in un rigo solo non ce li aveva mai messi nessuno.


Perché sì, gente: dopo 24 anni e mezzo di separazione forzata, torno a vivere a Roma.












posted by Buachaill @ 00:47 - venerdì, 27 giugno 2008
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