posted by Buachaill @ 15:22 - giovedì, 07 maggio 2009
Effettivamente uno scrive quando c'è qualche cavolata da scrivere; e soprattutto quando questo qualcosa da scrivere si combina con la voglia di scrivere (che è improvvisamente tornata mentre passavo ieri pomeriggio in macchina sotto il Gran Sasso, và a capire perché).
Ieri mattina, sala operatoria di un ospedale di una regione che identificheremo con quella in cui si parla quel dialetto che nella pubblicità di un famoso panino spacciano per ciociaro (e comunque, come recita il titolo di un gruppo su Faccialibro, gli panin' ciociar' tigli magni tu! (trad. egregio sig. Ronald McDonald, è cortesemente invitato a nutrirsi lei con il panino che nei suoi punti vendita viene identificato come "panino ciociaro", in quanto di ciociaro ha ben poco, sia il panino sia la voce narrante dell'omonimo spot)).
Vabbè, nzomma, era nelle Marche.
In ogni caso, si deve sapere che durante un intervento sul ginocchio, il paziente è sveglio perché viene sottoposto ad anestesia spinale.
(NdB: da leggere con accento del posto, sennò perde tre quarti della sua comicità)
Signora A Cui Stanno Smartellando Il Ginocchio: ...dottò..!!!
Infermiera: dica, signò...
SACSSIG: ...sò shtanca!
I: riposate, signò, che avemo quasi finito!
...(passa una mezz'oretta)...
SGACSSIG: ...ohiohiohiohi...
I: ...e mò che c'è?
SGACSSIG: ...DOTTO'!!!... ohiohiohiohi...
I: qualche problema signò?
SGACSSIG: eh... sò un po' shtanca...
I: avemo finito signò, manca poco.
Chirurgo: ancora dieci minuti, signora, abbiamo terminato.
...(altri dieci minuti, si conversa amabilmente su questioni tecniche quando veniamo interrotti di nuovo)...
SGACSSIG: ...dottò!!!
C: (rivolto a me) ma l'anestesia totale no eh? (rivolto alla signora) dica, signora...
SGACSSIG: DOTTO'!!!
C: sì, signora, mi dica... stiamo chiudendo, abbiamo finito!
SGACSSIG: e ma io sò shtanca!
I: E SAPESSI NOI, SIGNO'!!!
posted by Buachaill @ 20:39 - mercoledì, 13 febbraio 2008
Una cosa è certa: mi sto facendo un mazzo tanto in questo periodo, ma almeno si ride.
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Paziente Mezzo Intontito dall'Anestesia: (prima dell'intervento) Aho, sto lettino è scomodo.
Infermiere: E che te credevi? De stà a Freggene? Te faccio fà na batida de cocco? Dù sventagliate, eh?
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Chirurgo: divaricatore autostatico, per favore.
Strumentista: (perde tempo ravanando tra i ferri)
C: e annamo...
S: (come sopra)
C: AHO!
S: Eccolo, eccolo! Un attimo, lo stavo cercando, eh!
C: (imitando un pesante accento siciliano) Accussì arrispunni a mmia? Picciotti, qua non c'è più rrrispetto, ah!
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Anestesista Mentre Sveglia il Paziente: Romanooo... (chiameremo così il PMIA, anche perché se lo chiamiamo in un altro modo non risponde)
PMIA: (ancora intubato) ...hhh...
AMSP: (stuba il PMIA) Romanooo! Respira da solo, su!
PMIA: ...ohhh...
AMSP: Romanooo!
PMIA: oh!
AMSP: Romanooo!
PMIA: oh!
I: Ammazza, è divertente! Romanooo!!!
PMIA: OOOH!
AMSP: Ecco, braaavo, Romanooo!!!
PMIA: OOOH!!! E DDAJE!!!
AMSP: È sveglio.
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PMIA: E bbasta... e bbasta...
I: Guarda che nun te sta a toccà nessuno, stà bbono, mò passa tutto.
PMIA: ...c'ho freddo...
I: T'oho detto che dovevamo annà a Freggene!
posted by Buachaill @ 18:25 - martedì, 08 gennaio 2008
Mi tolgo il camice, riprendo il cappotto, prendo l'ascensore ed esco dal policlinico con G e D, tre orette fa.
G: dove hai la macchina?
Io: al lato della fermata dell'autobus.
G: ah ma sei recidivo!
Io: non c'era un posto che sia uno nel parcheggio! Dove la mettevo? E poi lì non dà fastidio, è a 20 metri da dove passa l'autobus. Tanto la multa l'ho presa già, vuoi che ricapiti di nuovo?
D: ah, t'hanno fatto la multa?
Io: sì, l'anno scorso a settembre. Ma solo perché c'era il test d'ingresso a medicina e c'erano i vigili a controllare il traffico e a fare più multe possibile.
D: l'altra mattina quando sono arrivata c'era un ausiliario in giro, fà attenzione.
Arrivo alla macchina, apro, mi siedo, metto il cd mp3 dei Morcheeba e parto. Prima di uscire dal piazzale, noto un foglietto sotto i tergicristalli.
- Du palle sta pubblicità...
Allungo una mano dal finestrino per raggiungerlo mentre Skye Edwards cantava "We always have a choice... Or at least I think we do" sulle note di Fear and Love quando leggo con la coda dell'occhio, su un lato del foglietto piegato, "ITÀ DI PAGAMENTO".
Lo prendo e lo apro. Quel "ITÀ" stava per "MODALITÀ".
Vabbè, s'è capito cosa fosse: 74 euro e due punti in meno nel portafogli e sulla patente.
Prima ai compagni di gioco, poi al comune di Roma. No, non c'è dubbio: babbo natale mi ha delegato per qualche consegna tardiva.
Sarà un anno economicamente fruttuoso, me lo sento.
posted by Buachaill @ 00:26 - sabato, 08 dicembre 2007
Ieri sera, ore 21:00. Mio fratello torna dal calcetto.
- C'ho un male boia al polso...
- Che è successo?
- Sono caduto a mani avanti mentre giocavo e ho scaricato tutto il peso sulla mano sinistra.
- (Mamma) Andiamo al pronto soccorso??? Oddio dove sta la pomata???
- (Papà) Devi metterci il ghiaccio, devi fasciarlo!
- (Io) E vabbè, sarà un'insaccatura. Fà vedere se s'è gonfiato...
- Oh ma tutti medici qua dentro??? AHIA! E fermati!!! FERMATI, FA MALEEE!!!
- (Io, con occhio clinico) Naa, non è gonfio. Non s'è manco infiammato. Facciamo come al solito, ci metto il ghiaccio spray, te lo massaggi col Voltaren e te lo fascio, OK?
- Vabbè. Piano però.
- Marò, per una bottarella...
- Bottarella il cazzo! E FAI PIANOOO!!! AHIA!
- (con sicumera) Su che domani mattina stai meglio. Non s'è manco gonfiato più di tanto, vedi? Magari fatti accompagnare domani mattina da mamma al pronto soccorso per una lastra però. Pigliati un Aulin almeno ti passa il dolore.
- Se vabbè, è arrivato l'ortopedico.
- Tu fà come ti dico io e vedrai che vai bene.
Oggi. Vado a fare l'esame, riesco a trattenermi dal prendere per il collo l'assistente con manie di grandezza che mette domande nel testo d'esame non spiegate a lezione dal professore, lo faccio tutto sommato abbastanza bene o almeno credo, riparto.
Ore 16. Sto da F, gli spiego le catene cinematiche ed i centri di rotazione per l'esame di statica. Squilla il telefono. Mamma.
- Non è che puoi allontanarti un paio d'ore?
- Perché?
- Dovresti portare Francesco all'ospedale, io sto al lavoro.
- E perché?
- Stamattina ha fatto la lastra al polso.
- Mbè?
- Se l'è fratturato, deve andare a farsi il gesso o quello che è, deve stare a ortopedia entro le 5, hanno detto.
- Ah... ma scusa, non era manco gonfio!
- Sì, guardalo mò...
- Vabbè, vengo subito...
Arrivo a casa.
- Era un'insaccatura, eh? Lo scafoide s'è praticamente spezzato a metà!
- Oh, che ti posso fà se sei l'unica persona al mondo che si sfascia le ossa e non gli si gonfia niente??? Sò mica superman che c'ho la vista a raggi X.
- Vabbè, va. Fà l'ingegnere che è meglio.
(si mette in macchina)
- Fà vedè ste lastre.
- Cazzo ne capisci tu?
- Vabbè, fammele vedere no? Ah, eccola. Ammazza, è pure scomposta!
- Se lo dici tu...
Arriviamo in ospedale. L'infermiere ci chiede di cosa avessimo bisogno. Parlo io che ho le lastre in mano. Anzi, di solito parlo sempre io in famiglia se c'è da interfacciarsi con qualche problema medico. Loro sono convinti che io ne sappia qualcosa, io ne sono convinto pure e siamo tutti felici e contenti.
Il problema è che "qualcosa" non vuol sempre dire "abbastanza da non fare figuracce", ma vabbè.
- Ieri è caduto durante una partita di calcetto, s'è fratturato lo scafoide.
- Brutta bestia. Essendo poco vascolarizzato ci mette un mare di tempo a guarire. 60 giorni se gli dice bene. Comunque, lo mandano qua oggi per il gesso? Come facciamo a fargli il gesso se non passano un paio di giorni per sgonfiarsi? Rischiamo che se si gonfia ancora va in flebite. Fanno le lastre e poi sò incompetenti! Vabbè, venite in sala gessi, magari si può fare qualcosa con una doccia o un tutore. Fà vedere un po' ste lastre.
- (con aria di quello che c'ha capito qualcosa: mò ti frego io, infermiere sapientino!) Eccole, in effetti è un bel casino, è pure scomposta.
- Io qua non leggo scomposta sul referto. Fà vedere (le mette sul negativoscopio)... non è scomposta.
- Ma i margini non sono affrontati.
- (con aria di sfida, si scosta) Fammi vedere un po' dove la vedi sta frattura scomposta tu... fammi vedè sto scafoide.
- (con un po' meno sicumera)...qua, no?
- Eh, giusto, lo scafoide è quello (infermiere sapientino 0 - Angelo 1!!!). Dove la vedi sta scomposizione?
- Qua in mezzo (ormai ho ripreso fiducia...).
- Sì, la frattura è quella, ma scomposta non lo è.
- (mi accorgo che c'ha ragione lui, infermiere pareggia e passa in vantaggio... Tento il recupero in zona cesarini) Ah, già, scusa, mi ero confuso col margine articolare...
- Vabbè, aspettiamo comunque l'ortopedico per vedere se è il caso di fare qualcosa adesso.
Ovviamente, il medico conferma ciò che ha detto l'infermiere sapientino. Si allontanano per qualche secondo per non so cosa, io mi metto a curiosare.
- Oh...
- Che c'è?
- Viè qua.
- Che voi?
- Che t'avevo detto io?
- Che m'avevi detto?
- Fà l'ingegnere, che è meglio.
posted by Buachaill @ 01:09 - venerdì, 12 ottobre 2007
Una delle esperienze più interessanti dell'internato nel dipartimento di chirurgia è la sala operatoria. Anche se con un ruolo squisitamente passivo (mani dietro la schiena e guardare, a volte sistemare la scialitica, a volte prendere qualcosa per la ferrista negli armadietti... ma per la maggior parte guardare), con l'obiettivo di farsi una cultura, osservare i problemi e formulare soluzioni (insomma, fare l'ingegnere... e devo dire che qualche risultato lo si sta avendo), rimane sempre istruttivo non solo professionalmente, ma anche dal lato umano.
Sensazioni
No, in tv non esagerano. Anzi. Ciò che si vede e che fanno è molto più crudo di ciò che si pensa. Il bello è che ci si abitua presto.
Leggi
Quella di Murphy trova applicazione in maniera sorprendente. Se qualcosa può non funzionare, non funzionerà, c'è da starne certi. E se funziona, è proprietà del primario.
Occhi
Cuffia, camice verde, camice operatorio, guanti, mascherina, copriscarpe... di una persona puoi vedere solo mezza faccia. Si impara a comunicare ed a capire le persone guardandone gli occhi (anche perché le orecchie e naso (a volte) non sono molto espressivi...): sta sorridendo, è arrabbiato, è concentrato, piange (sì, succede. Leggere la voce stati d'animo per capire), ti cerca per dirti qualcosa... quindi, dopo questo allenamento mi accorgerò sempre se qualcuno mi sorride perché è felice o per sufficienza o per pura cortesia: gli occhi non possono mentire.
Odori
Con tutti quei bisturi ad ultrasuoni, elettrobisturi, radiofrequenza, più che altro si sente odore di carne bruciata. Non è piacevolissimo, ma ci si abitua anche a questo.
Suoni
Beep (una decina di tipi diversi tra timbro, lunghezza e intensità), click, sbam (se cade qualcosa, con conseguenti caz... porc... vaff... che volano in giro per la camera operatoria), sfrsss (che precede di solito l'odore suddetto), musica dalla radio (ho scoperto che ci sono alcune canzoni che portano sfiga. Non mi hanno voluto dire quali e non ho fatto in tempo a sentirle, visto che corrono a cambiare appena cominciano. Non si mettono a ballare, anche se oggi sulle note di "Walk like an egyptian" delle Bangles qualcuno ci stava provando), operatori che chiedono roba alla ferrista, risate, rimproveri, martellate dalla sala affianco dove stanno operando gli ortopedici, risucchi dell'aspiratore...
Stati d'animo
Una consuetudine non scritta che sto imparando a conoscere è che non va fatto caso a cosa si dice durante l'intervento, non bisogna essere permalosi. La tensione si taglia col coltello dalla prima incisione al primo punto di sutura (insomma, c'è parecchio in ballo, no?), quindi se uno fa anche un piccolissimo errore si prende un cazziatone spettacolare. E' anche giusto, perché un piccolo errore può fare potenzialmente un danno incalcolabile. Poi però, dopo l'intervento, tutti amici e buoni colleghi. E' sorprendente come cambi l'atmosfera in pochi secondi...
Ovviamente, ometto per ovvietà lo stato d'animo del paziente nel momento in cui entra in sala, prima dell'anestesia. Immagino la situazione vista dai suoi occhi: tutti che ti girano intorno, ti prendono, ti spostano, ti mettono flebo, ti scoprono, ti ricoprono, ti piegano, ti rassicurano (ci provano), discutono perché non funziona un cazzo in questa sala operatoria di merda, ridono per abbassare la tensione...
Tipi umani
A parte i chirurghi (e gli ingegneri medici
), la fauna è piuttosto variegata.
Le ferriste (sono al 99% donne, e quasi sempre belle donne, ho notato) sono permalose e si incazzano se le chiami così ("strumentiste", si chiamano). Solitamente se la tirano.
Gli infermieri di sala operatoria sono solitamente uomini. Sono simpatici, smanettano sulla strumentazione, fanno fare due risate all'équipe chirurgica smorzando il nervosismo che aleggia.
Gli anestesisti se la credono. Lo posso pure capire, vista la delicatezza del compito. Ma sò sboroni a non finire.
Comunque, la cosa simpatica è questa: di solito, la miriade di pazienti e visitatori che gira per l'ospedale non ti proprio considera, presi come sono dai loro problemi. Perlomeno non si considerano tra di loro. Però, se vai in giro in ospedale vestito bene e con una borsa in mano (e magari con l'aria di uno che va di fretta), in ascensore ti danno del lei e ti dicono buongiorno quando scendono. Se hai il camice bianco, ti guardano con deferenza, a volte ti chiedono informazioni.
Ma se capita che ti vedano in giro con camice verde, cuffia e mascherina, ti guardano come la madonna di Lourdes 