posted by Buachaill @ 20:18 - sabato, 13 settembre 2008
Mio fratello s'è fatto il cane.

Adesso mi ritrovo un batuffoletto che gira per il balcone tipo quelli della carta igienica.
Ispira tenerezza, proprio.
Somiglia a questo:

Ora, un cane del genere come lo chiami? Un nome che ispiri appunto simpatia, tenerezza, che faccia ricordare che comunque è un animale socievole, giocherellone...

- Ma che bello! E come l'hai chiamato?

- Buhru*.

- Eh?

- Buhru!

- Lui si chiamerebbe... BUHRU?

- Eh.

-
Praticamente, un po' come andare davanti a una bimba coi riccioli biondi e gli occhi celesti, chiederle "come ti chiami, bella bambina?" e sentirsi rispondere "Arturo". Uguale, proprio.





*Veramente il nome è senza l'acca, ma almeno così il brother non mi sgama il blog...
posted by Buachaill @ 20:18 - sabato, 13 settembre 2008
commenti (2)[popup] || commenti (2)inline || tags: famiglia, comiche, ciò che penso
posted by Buachaill @ 20:10 - mercoledì, 20 agosto 2008

Alla fine, né San Pietroburgo, né Dublino.

Ma sì, facciamoci un po' di mare, che sembro un lenzuolo bianco appena uscito da un ammollo di candeggina.

Ma sì, stiamocene in famiglia, con i genitori e i loro amici.

Ma sì, cinque giorni di casa-spiaggia spiaggia-casa, di lunghe dormite, di qualche passeggiata non possono farmi che bene, così mi riposo.



Ebbene, sono distrutto. Devastato. Annichilito.


Non solo fanno le 4, si alzano pure alle 7 per andare a pescare. E ti fanno alzare perché la canna per te gliel'avevi chiesta, te l'hanno portata e mò la usi e basta.

Non solo mi fanno fare qualche ettolitro di sangria, saccheggiano pure il reparto alcolici del supermercato. E posso assicurare che una serata a botte di long island e cuba libre spezzerebbe le reni ai più. (Vabbè, diciamo che qua una buona parte di colpa ce l'ho io.)

Non solo prendono le bombe panna e nutella a notte fonda e i cornetti con la crema per la colazione, esagerano pure a pranzo.

Non solo pretendono che uno abbia la forza di arrivarci, in spiaggia: pretendono pure di fare partite a beach volley.

Mi ci vorranno mesi per smaltire i postumi.

posted by Buachaill @ 20:10 - mercoledì, 20 agosto 2008
commenti (4)[popup] || commenti (4)inline || tags: varie, famiglia, amici, piaceri della vita
posted by Buachaill @ 19:08 - domenica, 30 marzo 2008

Stamattina. Mi sveglio (vengo svegliato) alle otto e mezzo dopo un'ora e mezza di sonno. Incazzato come una iena (perché la domenica mattina venire a svegliarmi prima di mezzogiorno ha un rischio quasi pari al prendere a calci in culo un grizzly) e rincoglionito al punto che solo al secondo caffè riuscirò a recuperare una sensazione abbastanza accurata di spazio e tempo, esco dalla mia camera e, nell'andare verso il bagno, passo davanti alla porta socchiusa della camera di mio fratello.

Letto rifatto, nessun segno di vita.

"Minchia" penso "com'è che s'è già alzato?"

Più tardi, in cucina trovo mia madre.

- Mà, com'è che F già è uscito?

- ... (sguardo interrogatorio)

- Mbè?

- Sta a casa al mare con i compagni di classe, per i cento giorni.

- Accidenti, sò partiti presto!

- ... (sguardo incredulo)

- Oh, ma che è, c'ho qualcosa in faccia? Che ti guardi?







- ...Stanno là da venerdì pomeriggio.

- ...Ah.

posted by Buachaill @ 19:08 - domenica, 30 marzo 2008
commenti (1)[popup] || commenti (1)inline || tags: famiglia, comiche
posted by Buachaill @ 23:46 - venerdì, 22 febbraio 2008

E dire che con i bambini non c'ho mai saputo fare. Specie nel fare tutte quelle vocine idiote che si fanno di solito. Non c'è molta empatia: io mi limito a sorridergli e loro si limitano a fissarmi. Perlomeno non scoppiano in pianti e singhiozzi quando mi vedono... Non li prendo neanche in braccio, ho paura di romperli o di farli cadere.

Stasera. Mi trovo ad arrivare a casa di Vale poco prima di una sua amica che abita al piano superiore, nostra coetanea, che ha avuto un figlio tre mesi fa. Passa a salutare, la vedo incasinata con bambino in braccio e parecchie buste della spesa per le mani e mi offro di darle una mano a portare le buste di sopra.

Insomma, guardarlo rimanere a bocca aperta, in visione estatica, seguendo con gli occhi spalancati le due tartarughe marine di Vale, Amy e Nemo, mentre sguazzano su e giù dentro quell'acquario che a lui forse sembrerà un intero oceano, non mi aveva colpito più di tanto.

Ma non avrei mai immaginato di scoprirmi completamente catturato dallo sguardo blu profondo di un coso di tre mesi, con quattro peli biondi in testa, che ride e gorgheggia e fa le pernacchie e stringe le mie dita nella sua manina. Che ride ancora, spalanca le braccia, le agita e cerca di sollevarsi perché vuole venirmi in braccio mentre ci gioco e gli faccio solletico sulla pancia. Per una buona mezz'ora.

posted by Buachaill @ 23:46 - venerdì, 22 febbraio 2008
commenti (6)[popup] || commenti (6)inline || tags: varie, famiglia, amici, me stesso
posted by Buachaill @ 17:07 - domenica, 03 febbraio 2008

- Mà...

- Che c'è?

- Le fettuccine le hai fatte tu, non nonna, vero?

- Sì.

- Si sente.

----------------

- Mà...

- Che c'è?

- Si sente un po' troppo l'uovo, le hai tirate per troppo poco tempo.

- (Papà) infatti c'ha ragione.

- Un'altra volta ti alzi tu e ti diverti ad ammassare tu.

----------------

- Mà...

- CHE C'È?

- Ma hai cambiato farina?

- No, è la stessa di sempre.

- Ti dico di no.

- (Nonna) veramente ci sta una parte di cappella (farina più grezza, ndr).

- (Papà) c'ha ragione n'altra volta...

- Ecco. Non che sia un errore eh, vengono più ruvide. In questo hai fatto bene.

- Ma grazie per la magnanimità!

----------------

- Mà!

- Oddio oggi li ammazzo tutti e due...

- Il ragù è un po' sciapo.

- Ma se dici che il sale fa male alla pressione!

- Sì, a te però. A me lo sciapo fa male al palato.

- E comunque il sale c'è.

- E comunque ne hai messo troppo poco, un altro pochettino ci voleva.

----------------

- Mà...

- Che vuoi? Ma perché non mi sono fatta gli affari miei quando t'ho svegliato per pranzo?

- Ma come le avete cotte ste braciole???

- Alla brace...

- Sì, ma come? Ma cazzo, chiamami che le faccio io, no?

----------------

- Nò...

- Mò che vuoi da me?

- Poi ti lamenti che compro il vino imbottigliato invece di bere il tuo, ci fai troppo zolfo!

- (mio padre a mio nonno) Papà, esageri un po', è vero.

- (mio nonno a mia madre) Ma come li abbozzi sti due?

----------------

- Mà...

 

 

- QUAND'È CHE TE NE VAI? EH? QUAND'È CHE TI SPOSI? EH?

posted by Buachaill @ 17:07 - domenica, 03 febbraio 2008
commenti (4)[popup] || commenti (4)inline || tags: famiglia, comiche, piaceri della vita
posted by Buachaill @ 23:33 - domenica, 13 gennaio 2008

A casa stasera, mio malgrado ed essendoci tre fanatici del calcio tra cui uno milanista dentro casa, la tv era dispoticamente accesa su Milan - Napoli. Scambio di opinioni molto amichevole tra me e mio fratello.

- Ma guarda tu che faccia di cazzo c'ha sto ragazzino.

- Sto ragazzino si chiama Pato, e la palla non te la fa manco vedere.

- Lo so, ma gli rimane la faccia di cazzo.

- Te piacerebbe guadagnà quello che guadagna lui...

- Per niente proprio, sarò pure venale ma quei soldi non li invidio proprio. Almeno fatti in questo modo.

- Tu per guadagnare 4 milioni d'euro devi lavorare 15 vite, a lui bastano 12 mesi. Tu intanto studi studi e non c'hai na lira in tasca.

- Come se sapesse cosa farne, sicuramente se li sputtanerà.

- Tu per portare le scarpe che porti hai tirato fuori soldi, lui lo pagano per portarle.

- Guarda che, al limite, chi deve vergognarsi sei tu, è tuo coetaneo. Stessa carriera calcistica, proprio.

- Ma zitto che di calcio non capisci un cazzo... non c'hai capito niente tu della vita.

- E chi ci vuole capire di calcio? E poi non esistono solo i soldi. In una carriera di successo esiste la cultura, il rispetto, il prestigio, il potere, la stima degli altri. A queste cose voglio arrivarci studiando, e comunque non giocando a pallone. Perché dovrei rispettare un calciatore più di un professore universitario che fa ricerca anche per salvare il tuo culo nel malaugurato caso in cui ne avessi bisogno? Oppure più di un imprenditore che fa carriera e crea posti di lavoro e contribuisce all'economia? O più di un chirurgo che fa un turno di 48 ore in quella bolgia infernale che è un pronto soccorso e deve ricucire la faccia a coglioni come te che si sono fatti prendere a sprangate allo stadio?

- Lo rispetto di più per un semplice motivo: sta lì, mi fa divertire e lo ammiro per quello che fa.

- Ah beh, ad un comico di Zelig quindi dovrebbero dare qualche miliardo d'euro a spettacolo. Erano più furbi i romani allora, si sfiziavano a vedere bestie e gladiatori come carne da macello, bella da vedere, e non li pagavano neanche. E questi tali sono, carne da macello sopravvalutata ed iperpagata.

- ...

- Io sarò più cinico e materialista di te, ma mi fa specie vedere gente iperpagata da lobotomizzati come te che si scornano e fanno le guerre di religione: stesso livello di irrazionalità ed idiozia.

- ...ti girano, stasera?

- Mi va bene tutto, ma farmi pigliare per culo da te e farti insinuare che sarei un fallito rispetto a sta gente, no. No, non è che mi girano, è la gente come te che mi fa girare le palle.

posted by Buachaill @ 23:33 - domenica, 13 gennaio 2008
commenti (6)[popup] || commenti (6)inline || tags: famiglia, tv , ciò che penso
posted by Buachaill @ 00:26 - sabato, 08 dicembre 2007

Ieri sera, ore 21:00. Mio fratello torna dal calcetto.

- C'ho un male boia al polso...

- Che è successo?

- Sono caduto a mani avanti mentre giocavo e ho scaricato tutto il peso sulla mano sinistra.

- (Mamma) Andiamo al pronto soccorso??? Oddio dove sta la pomata???

- (Papà) Devi metterci il ghiaccio, devi fasciarlo!

- (Io) E vabbè, sarà un'insaccatura. Fà vedere se s'è gonfiato...

- Oh ma tutti medici qua dentro??? AHIA! E fermati!!! FERMATI, FA MALEEE!!!

- (Io, con occhio clinico) Naa, non è gonfio. Non s'è manco infiammato. Facciamo come al solito, ci metto il ghiaccio spray, te lo massaggi col Voltaren e te lo fascio, OK?

- Vabbè. Piano però.

- Marò, per una bottarella...

- Bottarella il cazzo! E FAI PIANOOO!!! AHIA!

- (con sicumera) Su che domani mattina stai meglio. Non s'è manco gonfiato più di tanto, vedi? Magari fatti accompagnare domani mattina da mamma al pronto soccorso per una lastra però. Pigliati un Aulin almeno ti passa il dolore.

- Se vabbè, è arrivato l'ortopedico.

- Tu fà come ti dico io e vedrai che vai bene.

Oggi. Vado a fare l'esame, riesco a trattenermi dal prendere per il collo l'assistente con manie di grandezza che mette domande nel testo d'esame non spiegate a lezione dal professore, lo faccio tutto sommato abbastanza bene o almeno credo, riparto.

Ore 16. Sto da F, gli spiego le catene cinematiche ed i centri di rotazione per l'esame di statica. Squilla il telefono. Mamma.

- Non è che puoi allontanarti un paio d'ore?

- Perché?

- Dovresti portare Francesco all'ospedale, io sto al lavoro.

- E perché?

- Stamattina ha fatto la lastra al polso.

- Mbè?

- Se l'è fratturato, deve andare a farsi il gesso o quello che è, deve stare a ortopedia entro le 5, hanno detto.

- Ah... ma scusa, non era manco gonfio!

- Sì, guardalo mò...

- Vabbè, vengo subito...

Arrivo a casa.

- Era un'insaccatura, eh? Lo scafoide s'è praticamente spezzato a metà!

- Oh, che ti posso fà se sei l'unica persona al mondo che si sfascia le ossa e non gli si gonfia niente??? Sò mica superman che c'ho la vista a raggi X.

- Vabbè, va. Fà l'ingegnere che è meglio.

(si mette in macchina)

- Fà vedè ste lastre.

- Cazzo ne capisci tu?

- Vabbè, fammele vedere no? Ah, eccola. Ammazza, è pure scomposta!

- Se lo dici tu...

Arriviamo in ospedale. L'infermiere ci chiede di cosa avessimo bisogno. Parlo io che ho le lastre in mano. Anzi, di solito parlo sempre io in famiglia se c'è da interfacciarsi con qualche problema medico. Loro sono convinti che io ne sappia qualcosa, io ne sono convinto pure e siamo tutti felici e contenti.

Il problema è che "qualcosa" non vuol sempre dire "abbastanza da non fare figuracce", ma vabbè.

- Ieri è caduto durante una partita di calcetto, s'è fratturato lo scafoide.

- Brutta bestia. Essendo poco vascolarizzato ci mette un mare di tempo a guarire. 60 giorni se gli dice bene. Comunque, lo mandano qua oggi per il gesso? Come facciamo a fargli il gesso se non passano un paio di giorni per sgonfiarsi? Rischiamo che se si gonfia ancora va in flebite. Fanno le lastre e poi sò incompetenti! Vabbè, venite in sala gessi, magari si può fare qualcosa con una doccia o un tutore. Fà vedere un po' ste lastre.

- (con aria di quello che c'ha capito qualcosa: mò ti frego io, infermiere sapientino!) Eccole, in effetti è un bel casino, è pure scomposta.

- Io qua non leggo scomposta sul referto. Fà vedere (le mette sul negativoscopio)... non è scomposta.

- Ma i margini non sono affrontati.

- (con aria di sfida, si scosta) Fammi vedere un po' dove la vedi sta frattura scomposta tu... fammi vedè sto scafoide.

- (con un po' meno sicumera)...qua, no?

- Eh, giusto, lo scafoide è quello (infermiere sapientino 0 - Angelo 1!!!). Dove la vedi sta scomposizione?

- Qua in mezzo (ormai ho ripreso fiducia...).

- Sì, la frattura è quella, ma scomposta non lo è.

- (mi accorgo che c'ha ragione lui, infermiere pareggia e passa in vantaggio... Tento il recupero in zona cesarini) Ah, già, scusa, mi ero confuso col margine articolare...

- Vabbè, aspettiamo comunque l'ortopedico per vedere se è il caso di fare qualcosa adesso.

Ovviamente, il medico conferma ciò che ha detto l'infermiere sapientino. Si allontanano per qualche secondo per non so cosa, io mi metto a curiosare.

- Oh...

- Che c'è?

- Viè qua.

- Che voi?

- Che t'avevo detto io?

- Che m'avevi detto?

- Fà l'ingegnere, che è meglio.

posted by Buachaill @ 00:26 - sabato, 08 dicembre 2007
commenti (5)[popup] || commenti (5)inline || tags: famiglia, ospedale, comiche
posted by Buachaill @ 19:06 - giovedì, 15 novembre 2007

Uno già si alza intontito, dopo poche ore di sonno, reduce da una mazzata pesante, di quelle che lasciano il segno. Psicologicamente e fisicamente.

Arriva a Roma in ritardo, per colpa del solito incidente sull'autostrada. Si fa sei ore di lezione, di cui le ultime due tenute da un dottorando frustrato che vorrebbe dimostrare di essere un gran professorone. Esce col mal di testa, si rimette in macchina alle 16 e cerca di stare entro le 17:45 al municipio di un paese a 100km di distanza, dove deve adempiere a disbrighi burocratici per scaricare qualche peso dalle spalle dei genitori. Il che comporta tutta la trafila successiva di scartoffie e giornate perse in sala d'attesa. Eggià, tanto di tempo ce n'ha tanto, s'è fatto il mazzo da illo tempore per sé e per fronteggiare una situazione sentimentale di merda, in due settimane deve prepararsi tre esami che se non li fa tutti subito la laurea gli slitta di nove mesi. Ci deve andare oggi, perché l'altro signorino di casa non può perdere scuola il lunedì mattina. E grazie al cazzo, se l'è scialata fino ad ora e se fa altre assenze lo bocciano. Tanto è Angelo che si carica sulle spalle tutto, c'è abituato. Pioggia, strada di merda bagnata percorsa da mezzi pesanti, un mare di traffico, visibilità precaria. Comincia ad innervosirsi. Alle 17:40 chiama dicendo "arrivo alle 18", l'impiegata dice "posso aspettare fino alle 18 meno 5". Alle 18 meno 10 se n'è andata, sta troia: Angelo stava nel traffico a 10 km di distanza. Riprende la strada, torna a casa, traffico, pioggia, mezzi pesanti, rischia tre volte il patatrac con l'imbecille che ha davanti in coda, chiamate su chiamate per sapere se era riuscito a mettere sta cazzo di firma. Due ore e quaranta di macchina nel traffico senza alzare il culo dal sedile.

Angelo ha le spalle grosse, deve preoccuparsi di tutto, di tutti. Deve sempre essere forte. Ma È forte.

Deve solo capire cosa cazzo ha fatto di male, chi è sto stronzo di cui sta scontando le colpe. Sta con un dolore bruciante alla nuca ed alla schiena, perché è lì che sfoga e reprime la stanchezza e la rabbia, e deve rinunciare a quel minimo sfogo rappresentato dalla palestra.

Ma ce la fa. Oh, se ce la fa. Ce l'ha sempre fatta. Lui è contento, e sta tranquillo. Perché quando è messo alla prova tira fuori i coglioni, diventa più tosto. Perché sa che ha un pugno di amici che ci sono stati quando ne aveva più bisogno, sa che ci saranno e gliene è grato, è anche merito loro se ora è forte, se ce l'ha fatta.

Perché si accorge che alla fine le mazzate gli fanno bene: ciò che non uccide fortifica. Perché vuole razionalizzare, l'ha sempre fatto quando ha potuto. Perché vuole sorridere, vuole continuare ad esserci per sé e per gli altri, vuole "un mondo all'altezza dei sogni che ha", come canta Ligabue.

Da oggi farà come ciò che Nietzsche fece raccontare a Zarathustra, quando disse al pastore che veniva soffocato dal serpente "mordi!". Il pastore morse, staccò la testa del serpente, la sputò, balzò in piedi e rise, rise come non aveva mai fatto.

posted by Buachaill @ 19:06 - giovedì, 15 novembre 2007
commenti (3)[popup] || commenti (3)inline || tags: famiglia, me stesso, ciò che penso
posted by Buachaill @ 22:53 - lunedì, 29 ottobre 2007

Non voglio fare la recensione del film di Chaplin del 1936, ma la recensione di un viaggio.

Mio fratello ha deciso di sminchiare tutti i soldi che gli sono stati regalati al compleanno con un viaggetto di 5 giorni ad Amsterdam, domani mattina lo devo accompagnare a Fiumicino (e mi rode un po' che devo alzarmi alle sei e mezza perché lui deve andare a spasso, ma tant'è). Fin qui, tutto ok, magari l'avessi fatto io.

Lui sta da un annetto con D, che viene tranquillamente a casa, se ne stanno in camera loro a fare i loro comodi anche mentre i miei stanno in casa. È pure rimasta a dormire qua un paio di volte, tranquillamente accompagnata dalla madre. E questo pure è ok, figuriamoci, solo che io non ho mai avuto il coraggio o l'impudenza di farlo (non che mi fosse stato mai vietato, eh) e figurati se i genitori di Vale la mandavano a dormire da me, che siamo dovuti andare in Irlanda per avere il piacere di svegliarci nello stesso letto.

Ma la cosa che non mi capacito di capire è per quale diavolo di motivo ad Amsterdam ci va con P, una sua amica. P è fidanzata.

Ah, dimenticavo, per D non c'è nessun problema. Suppongo neanche per il ragazzo di P. Insomma, io non sono geloso e neanche Vale lo è, ma secondo me qualche piccola obiezioncina sarebbe uscita.

 

Come sentirsi antichi a 24 anni...

posted by Buachaill @ 22:53 - lunedì, 29 ottobre 2007
commenti (3)[popup] || commenti (3)inline || tags: viaggi, famiglia
posted by Buachaill @ 21:49 - domenica, 21 ottobre 2007

Però...

- Cazzarola è freddo davvero oggi.

- Fai ripartire i termosifoni, che sarebbe ora, o accendi il condizionatore. Ti ricordi come si mette in modalità riscaldamento?

- No, guarda, accendo il fuoco. Scendo a prendere un po' di legna.

21102007016

Lo aspetto tutti gli anni da quando finiscono le vacanze e si sta più tempo in casa per studiare. Divento come i bambini che aspettano che la nonna o la mamma finiscano di versare la crema del ciambellone nello stampo per il forno per raccogliere quella rimasta, passando l'indice ed il medio sulla superficie della ciotola e poi via in bocca. Mi piace essere investito dal calore del camino. Mi ci piazzo davanti di schiena, rischiando di farmi il culo come una caldarrosta, finché non mi scotto quasi e poi mi siedo in poltrona e tutto il calore mi sale su per tutto il corpo e poi mi ci ripiazzo davanti. Aspetto che la fiamma si abbassi e rimango a guardare le braci che fanno luce, ora gialla, ora arancio, ora rossa, pulsante, che emanano calore. Mi piace "sfruculiarle", spargendole, vedendole rispondere diventando tutte rosse e ardendo ancora di più, come una donna che si emoziona e si eccita alle carezze dell'uomo che ama.

"A house doesn't make a home", dicono gli U2 in "Sometimes you can't make it on your own". Perché, per me, una casa anche bellissima, ma senza un fuoco acceso né nel camino né nel cuore non ha senso di esistere...

posted by Buachaill @ 21:49 - domenica, 21 ottobre 2007
commenti (3)[popup] || commenti (3)inline || tags: famiglia, piaceri della vita