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posted by Buachaill @ 01:15 - giovedì, 19 marzo 2009
E' passato un pochino di tempo dal mio ultimo post. Ci sono voluti un viaggio di lavoro a Praga, svariate Pilsner e soprattutto i mercoledì cinefili (o cinofili? :-D) con annessa birra post-film, per tornare qui.
Dovrei raccontarne tante. Davvero tante. Perché tante ne sono successe; mi viene anche difficile ricordarle tutte.
Potrei anche provarci, ma non mi va. Perché dovrei raccontare di tante cose, tante persone, tanti errori e tanti successi. Di persone che ti deludono, di altre che ti stimano e di altre ancora che ti stanno cancellando. Di rivincite, di soddisfazioni e di rischi. Di nuovi incontri, di amicizie, di amori transalpini che vengono e poi vanno. Di una nuova vita, di divertimenti e di rimpianti, di fortune e di solitudini.
E poi, come dice giustamente Jordan, meglio fare tabula rasa e ricominciare da zero, per ricominciare ad affidare i propri pensieri a questo spazio e non solo ai pochi caratteri a disposizione nella bacheca di facebook.
Ricomincio con un compito ben preciso, perciò bando alle ciance:
Alle donne isteriche in carriera.
A S. Patrizio.
E alle magliette della Guinness (solo da donna, li possino... ;-) ).
More to come...
(E chi vuole capire, capisca.)
posted by Buachaill @ 21:38 - giovedì, 13 novembre 2008
12 novembre 2008, Circolo degli artisti, Roma
posted by Buachaill @ 01:12 - domenica, 19 ottobre 2008
Esci a cena con dei vecchi amici, ed esageri fino a tarda notte al punto che il resto della nottata è meglio che non lo racconti.
Al ritorno, scopri che la moglie del Banchiere, non riuscendo a controllare il marito nell'unica sera in cui aveva deciso di svagarsi con gli amici, dopo giorni di lavoro spesi anche per campare lei che non fa un cazzo da mattina a sera, si è infuriata e se n'è tornata a dormire dai suoi.
E molto probabilmente è incazzata nera anche con te.
E poi dicono che venerdì 17 porta sfiga!
posted by Buachaill @ 20:10 - mercoledì, 20 agosto 2008
Alla fine, né San Pietroburgo, né Dublino.
Ma sì, facciamoci un po' di mare, che sembro un lenzuolo bianco appena uscito da un ammollo di candeggina.
Ma sì, stiamocene in famiglia, con i genitori e i loro amici.
Ma sì, cinque giorni di casa-spiaggia spiaggia-casa, di lunghe dormite, di qualche passeggiata non possono farmi che bene, così mi riposo.
Ebbene, sono distrutto. Devastato. Annichilito.
Non solo fanno le 4, si alzano pure alle 7 per andare a pescare. E ti fanno alzare perché la canna per te gliel'avevi chiesta, te l'hanno portata e mò la usi e basta.
Non solo mi fanno fare qualche ettolitro di sangria, saccheggiano pure il reparto alcolici del supermercato. E posso assicurare che una serata a botte di long island e cuba libre spezzerebbe le reni ai più. (Vabbè, diciamo che qua una buona parte di colpa ce l'ho io.)
Non solo prendono le bombe panna e nutella a notte fonda e i cornetti con la crema per la colazione, esagerano pure a pranzo.
Non solo pretendono che uno abbia la forza di arrivarci, in spiaggia: pretendono pure di fare partite a beach volley.
Mi ci vorranno mesi per smaltire i postumi.
posted by Buachaill @ 18:35 - venerdì, 20 giugno 2008
Martedì scorso, poco prima di cena. Chiamata del Banchiere.
- Ehi, come va? Ma che fine hai fatto?
- Ciao. Tutto a posto? Sto a Perugia, al congresso (le cronache nel
prossimo post, n.d.B.)
- Insomma, non ti si becca più... praticamente da quando mi sono sposato
non siamo più usciti a berci qualcosa!
- E tu sei proprio sicuro che dipenda da me, vero?
- ...vabbè, è che è stato un periodo in cui sono stato impegnato un po', la
sera è capitato spesso di andare a cena o avere a casa i (inserire random
un qualsiasi tipo di parentela, dal primo al settimo grado, n.d.B.) di mia
moglie...
-Ma non ne avevo dubbi, guarda!
- Beh dai, ci sentiamo quando torni, fammi avere tue notizie!
- E come no! Magari nel frattempo cerca di ritrovare la chiave del lucchetto...
- ...ehm, non ho capito, che chiave dici?
- Ciao eh, ci si sente!
Ieri sera, sempre poco prima di cena. Decido di mettere da parte l'orgoglio, concedendo la buona fede al Banchiere riguardo alcune storielle, e lo chiamo.
- Stai impegnato dopo cena?
- Oh ciao, bentornato! Siamo andati a cena dai testimoni di mia moglie (e
come ti sbagli?, n.d.B.), dovrei cavarmela per le 11, magari ci si vede per
bere qualcosa...
- Ok, perfetto. Ci si vede alle 11 e mezza.
Ore 23:45. Ancora niente.
- Ma ndò stai?
- Eh, abbiamo fatto tardi, c'ho una notizia sconvolgente da darti! Comunque
due minuti e sono là , T mi lascia là e torna a casa con la macchina, poi
dovresti riaccompagnarmi.
- (Soffocando le risate) Ok, tranquillo...
Ore 11:50.
- Oh, finalmente! Vabbè, che prendi? No, scusa, aspetta, il telefono... pronto?
- Buachaill, sono T. Banchiere è là ? Passamelo subito.
- Tiè, è tua moglie. Ma il telefono? Te lo sei dimenticato o l'hai lasciato in
macchina per non farti rompere i coglioni?
- ...vabbè, dammi sto telefono.
Seguono 20 minuti (e non esagero) al mio telefono di "sì, torno presto"
"no, non mi allontano" "no, non bevo niente" "no, non ci sono donne
scollacciate al bar"
Ore 00:20, esattamente 10 minuti dopo la precedente telefonata. Di nuovo
sul mio telefono.
"Ma no, sto facendo una partitina..." "Sì, sì, mi faccio riaccompagnare tra
qualche minuto" "Ma come mi lasci fuori se non sto a casa a mezzanotte e
mezza??? Rimane pur sempre casa mia!!!" "No scusa scusa scusa paffolotta (PAFFOLOTTA!!!, n.d.B.),
non volevo rinfacciarti nulla, lo so che è casa anche tua, anzi è casa tua, scusa scusa scusa... dai su, torno per l'una, va bene, amore?"
Nel frattempo, Buachaill e G:
- Ma è sempre così?
-Eh.
- E come la regge?
- Boh.
15 minuti circa più tardi. Verso casa del Banchiere, richiamato all'ordine nel
frattempo.
- ...e insomma, sta notizia?
- Eh, è tornata L (la testimone di T, n.d.B.) da Colonia.
- Embè? Torna ogni due mesi.
- Sì, ma stavolta è tornata perché è incinta.
- EH?
- Eh.
- Ma è di M (il testimone di T, n.d.B.)? Ma lo sai, sì, che arrivano a 47
anni in due e lei manco lavora?
- E certo, di chi sennò?
- E se lo dici tu va bene.
- Sempre stronzo, eh. Comunque ci hanno chiesto di battezzarlo. Non sai T
com'era contenta!!!
- Ma lo so io perché era contenta.
- Perché?
- Lascia perdere. Ti ricordi quanto danno per l'associazione a delinquere?
- Ma che vuol dire? Oh ma lo sai che certe volte non ti capisco?
- Ecco, bravo. Meglio che non capisci.


posted by Buachaill @ 19:16 - giovedì, 05 giugno 2008
CVD.
E come ti sbagli.
posted by Buachaill @ 15:51 - domenica, 11 maggio 2008
Il Banchiere s'è sposato.
Basti dire che, mentre firmavo il registro dei testimoni, la neomoglie mi chiamava e diceva sorridendo: "è la firma della condanna, questa?".
In un momento di pausa nel pranzo, fuori a fumarci un sigaro, lui fa "sono un uomo felicemente sposato" e gli altri, in coro "OGGI sei un uomo felicemente sposato..."
E poi, guarda tu che sacrifici uno fa per un amico:
m'hanno fatto leggere la preghiera dei fedeli (salvo trattenermi a stento quando alzavo gli occhi e guardavo lui che a momenti sbottava a ridere e lei emozionata e tesissima), però dicono che sia stato impeccabile nella lettura, con pause addirittura teatrali (non erano pause teatrali, erano risate soffocate);
m'hanno fatto confessare a forza ("faccia un forfait che non mi ricordo né l'ultima volta che mi sono confessato né quali peccati non ho commesso");
ho subito un pranzo di matrimonio nella giornata seguente ad una cena abbastanza luculliana e nella giornata stessa del barbecue per la laurea di Fab e del rinfresco del succitato matrimonio (e che fai, non onori la tavola?).
Però cavolo, parevano proprio innamorati. Vabbè, ormai è fatta, speriamo vada tutto bene...
May God be with you and bless you,
May you see your children's children,
May you be poor in misfortune, rich in blessings.
May you know nothing but happiness
From this day forward
(Irish Marriage Blessing)
posted by Buachaill @ 04:08 - mercoledì, 07 maggio 2008
Alla maturità, nel lontano 2002, presi 89.
Durante gli anni dell'università sono fioccati i 29 (e per fortuna, direi).
"Ai suoi esami abbiamo assegnato punti 109 su 110".
Si vede che era destino.
Non mi accorgo ancora della "transizione". Forse la rifiuto, come se non avessi ancora detto tutto. Dirò di più, a parte 5 minuti di ordinaria follia in cui ho interrogato zio Google riguardo oscuri presagi (vero, Jordan?), non è che ci abbia rivolto la mia preoccupazione più di tanto.
Ma ricorderò il 5 maggio del 2008 a vita. Probabilmente la mia memoria mi costringerà a trattenere ogni singolo gesto o parola.
Ricorderò gli U2 a palla in macchina sull'autostrada.
Ricorderò l'in bocca al lupo di tutti in reparto.
Ricorderò il prof più agitato di me.
Ricorderò il succo d'ananas che Dalai mi ha costretto a bere "sennò ci manca solo il calo di zuccheri durante la discussione".
Ricorderò Skikk8 che dice "oh, ne ho viste di discussioni di tesi, ma uno tranquillo come te mai".
Ricorderò la discussione della tesi durante cui ogni 10 secondi pensavo "questo era meglio se non lo dicevo".
Ricorderò di aver sentito esplodere un applauso fragoroso dai piani alti dell'aula, subito dopo aver finito di parlare, mentre pensavo "speriamo di non aver detto troppe minchiate su cui possono farmi domande strane".
Ricorderò JD, presenza costante durante questi anni e a cui toccherà allo stesso modo, a brevissimo, dire addio allo status di studente, che dice "certo che il tuo la ringrazio per la domanda sapeva proprio di lecchino!".
Ricorderò di aver bramato (e bramo tuttora, ma mi trattengo, ma non per molto...) le tavolette di cioccolato di Modica.
Ricorderò i miei "cazzo, abbassa la voce!!!" sparati random.
Ricorderò di aver fatto il fighetto perché il camiciaio m'ha ricamato di default le iniziali.
Ricorderò la fame, il sonno, la noia e la sete arrivati tutti insieme durante l'attesa della decisione della commissione.
Ricorderò di aver parlato durante la suddetta attesa del mio portatile andato in fumo due giorni prima, e di aver maturato alla fine dell'attesa la decisione che sticazzi che non ci girerà il SolidWorks: mi compro un Mac.
Ricorderò lo stranissimo fenomeno per cui durante la proclamazione ero mentalmente tranquillo e sereno mentre avevo il cuore che batteva talmente forte da sembrare che volesse uscir fuori, e io che pensavo "ma che cazzo si batte così forte che mi pulsa dentro le orecchie e non sento quello che mi dicono".
Ricorderò che non ricordo assolutamente quello che ho pensato un istante dopo aver sentito "centonove".
Ricorderò che s'era fatto tardi e il bar della facoltà era chiuso, quindi manco un brindisi ho potuto fare.
Ricorderò che ho beccato la pioggia mentre uscivo.
Ricorderò che in macchina, al ritorno, di tutto s'è parlato meno che della laurea, anche perché c'era altro di cui discutere.
Di cosa è successo a cena farei bene a scrivere, visto che ho bevuto così tanto che tra qualche giorno non ricorderò più nulla.
Ma, in ogni caso, ricorderò, e rileggerò ogni volta che vorrò, soprattutto il bellissimo augurio che fa da titolo a questo post, ricevuto dalle compagne di avventura migliori che si possano desiderare: grazie di cuore, per aver condiviso esami e lezioni, studio e risate, gioie (poche) e preoccupazioni (tante), aule, laboratori e corridoi, discorsi seri, gossip e litigate... per aver condiviso questo capitolo importante della vita.
Io spero con tutto il cuore che ne condivideremo anche altri.
posted by Buachaill @ 09:22 - domenica, 04 maggio 2008
Dopocena, casa di amici. Conversazione tra il serio e il faceto.
"tanto quella ti incatena a casa e ti azzera la vita sociale"
"cazzi tuoi!"
"si fa mettere incinta - te l'ha detto lei che vuole un figlio immediatamente!!! - poi se divorziate con la scusa del bambino si tiene la casa - il mutuo è intestato solo a te, ricordatelo - e si fa dare pure gli alimenti"
"ma nooo, non è così terribile... È peggio"
"tranquillo, tanto l'avvocato è cliente tuo e ti fa lo sconto"
"ricordati che il matrimonio è la tomba dell'amore e pure di un'altra cosa"
"lascia perdere, tanto ancora non hai speso quasi nulla"
"quello dell'ufficio anagrafe è amico mio, tranquillo che faccio invalidare le promesse di matrimonio per vizio di forma"
"ma no, tranquillo, sposati pure che poi ti verrò a trovare a casa, peggio di Regina Coeli non potrà essere, no?"
"guarda qua... ecco, qua. Capello bianco. E qua: capello bianco. E qua: accenno di calvizie. Ti rivedremo tra qualche mese con la pancetta, le pantofole e il telecomando in mano"
"dentro casa comanderò io? Sai quanti mattarelli ti scroccherà sulla schiena?"
"te lo ricordi cosa dicevamo riguardo P? Hai visto che ci avevamo preso? Era un lobotomizzato. E mò guardalo, dopo la separazione: un altro uomo, una vita risbocciata, ripresa dall'appassimento"
"ma come, me lo dite solo adesso? Ma se te lo andiamo ripetendo da mesi! Hai una settimana di tempo. Una settimana sola di vita libera. Preoccupati. PREOCCUPATI. Sta per finire tutto. TUTTO!"
"sarai costretto a farti l'amante, e lo sai, le amanti costano e tu sei tirchio! E poi tu non sei buono a fare certe cose, ti farai sgamare..."
"seee, ti ha detto che avrai un giorno libero a settimana? E non ti preoccupa il fatto che devi contrattare la tua libertà? E non ti inquieta per niente il termine giorno libero? E gli altri sei giorni come saranno? E tu le credi che ti lascerà questo fantomatico giorno libero?"
"vabbè va, organizziamoci tra di noi per la prossima cena, tanto ormai non vale più la pena di coinvolgerti, passeresti tre quarti della serata a giustificarti al telefono con tua moglie"
"non te lo stiamo dicendo noi perché uomini. Manco a dire che siamo tutti viveur: stiamo tutti ammogliati o mezzi ammogliati. Ti è stato già detto. E le considerazioni di questo genere fatte da donne sono più obiettive, no? Pensaci..."
"Adesso che stiamo soli, voglio essere franco ed evitare le goliardate. No, seriamente. Sposati pure. Tanto ormai le fedi te le ho prese. Ma se non riuscirai a ricavarti i tuoi spazi, sarà un inferno. E non mi pare tipo da lasciarti spazi. Hai tutto il mio supporto, ma è mio dovere dirti la verità"
Più tardi, sala biliardo, prima di andar via.
- Aiutami tu che sei sposato e ne sai qualcosa, dammi conforto che stasera m'hanno distrutto psicologicamente... ma ci saranno pure aspetti positivi nel matrimonio!!!
- Eh! Come no!
- Oh, ecco! E quali sono?
- ...
- ...
- ...
- ...
- ... (sghignazzando) mah, figurati, sono talmente tanti che proprio non riesco a decidere quale dirti per primo!
- ...
- ...dormi bene, eh!
Il Banchiere comincia a barcollare seriamente.
Rimangono sei giorni al matrimonio.
Ce la faremo.
E se non ce la faremo (com'è di certo più probabile), una prece.
posted by Buachaill @ 06:08 - giovedì, 01 maggio 2008
Arrivo intorno all'una, il tavolo era già occupato. Mi faccio fare un gin tonic, mi siedo al bancone e faccio due chiacchiere con GC.
Tempo 5 minuti arriva il Banchiere, completamente sconvolto.
- Bè?
- Salvami, ti prego.
- Oddio, che è successo?
- Ma tu sai cantare?
- Mò che c'entra? Aspè, siediti che stai pallido, beviti qualcosa...
- Mi serve qualcuno che sappia cantare.
- Ma secondo te l'intrattenimento al matrimonio devo farlo io? E comunque mò ti ricordi?
- Ma quale intrattenimento al matrimonio...
- E allora?
- Vengo adesso da casa di T, c'erano tutti i parenti suoi.
- Eh.
- Se non lo faccio ci scappa l'incidente diplomatico con tutta la famiglia.
- Ma che minchia devi fare, me lo dici o no?
- Ho bisogno di appoggio morale. Mò quella vuole la serenata...
No, dico, o voi che leggete questo blog dall'Ecuador e dalla Kamchatka, da Johannesburg e dalla foresta pluviale, dal Madagascar e dal Circolo polare artico,
s'è sentita la risata?