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Ecco dove si trova, secondo le indicazioni arrivate insieme ai documenti legali ed alle foto, il mio vastissimo possedimento terriero in terra irlandese
:


Dovrò cambiare il testamento. I miei eredi faranno a botte per accaparrarselo...
Tempo fa c'era chi pretendeva di vendere o dare un nome alle stelle...
Girando per il web, oggi, ho trovato questo sito... e non ho resistito.
Mi sono fatto un regaluccio per Natale: un piede quadrato di terra, circa 30cmx30cm, nella contea di Roscommon, in Irlanda. Mi arriverà a giorni l'atto di proprietà ed i documenti legali, insieme alle foto ed alle indicazioni per arrivarci.
Magari mi si dirà che è un'americanata; secondo me è una cosa inguaribilmente romantica.
E sì che l'ho criticata duramente negli ultimi tempi, ed ho criticato chi non la criticava, ed ho accusato di irrazionalità e illusione chi ancora ne ha una visione stereotipata, banale e sognatrice... Però...
...però il sapere che quando tornerò nella verde Erin, e metterò i piedi nel MIO pezzo d'Irlanda, potrò dire davvero "sono a casa", beh, non ha prezzo. Altro che Mastercard.
Ho appena preso questo album degli Stars, il loro ultimo, dopo averne sentita qualche traccia. Il loro è un "indie melodramatic pop", come viene definito da loro stessi...

È davvero bello, per le melodie azzeccate, per i testi profondi e duri, per la dolcezza della voce di Amy Millan (che mi ha ricordato chissà perché in più punti Skye Edwards, ex Morcheeba) che duetta con la voce maschile, molto versatile, di Torquil Campbell.
Questo è "personal", il pezzo che mi ha convinto, insieme a "take me to the riot" e "the night starts here".
È possibile per me, o è troppo, chiedere di sentirsi qualche volta come single m? Di non dover per forza pensare alla pesantezza della vita? Di non doverne sempre pagare il costo? Di poterne fuggire via?
[Wanted:]
Single f, under 33, must enjoy the sun, must enjoy the sea
[Sought by single m:] Mrs.Destiny, send photo to address, is it you and me?
[Reply to single m:]
My name is Caroline cell phone number here, call if you have the time
28 and bored, grieving over loss, sorry to be heavy but heavy is the cost, heavy is the cost
[Reply to Caroline:]
Thanks so much for response, these things can be scary
Not always what you want
How about a drink? The St.Jude club at noon?
I'll phone you first I guess
I hope I see you soon!
I never got your name, I assume you're 33
Your voice it sounded kind
I hope that you like me
When you see my face, I hope that you don't laugh
I'm not a film-star beauty
I sent a photograph
I hope that you don't laugh...
[Note to single m:]
Why did you not show up?
I waited for an hour and finally gave up
I thought once that I saw you, I thought that you saw me
I guess we'll never meet now
It wasn't meant to be
I was sure that you saw me, but it wasn't meant to be
[Wanted:]
single f, under 33, must enjoy the sun, must enjoy the sea
Sought by single m:
nothing too heavy, send photo to address
is it you?
or me?
Potevano pensarci solo in America di fare cose del genere.
Tanto per far capire:
1) Twix (lo stampo dovrebbe essere una tubatura idraulica...):


2) Ferrero Rocher (voglio vedè a metterli uno sull'altro a piramide... altro che Cheope, Chefren e Micerino...):


Tutto spiegato nei minimi dettagli. Quindi, appena uno ha qualche ora di tempo e una mania di grandezza da soddisfare...
Quella che ti piglia quando, in un classico caso di serendipity, vai a finire qui...
Lasciamo stare che la vocetta stridula dei Chipmunks (Alvin superstar, Alvin rock 'n' roll...) mi fa lo stesso effetto ipnotizzante che mi faceva una ventina d'anni fa.
Lasciamo pure stare che sarò stato l'unico bambino che non abbozzava Mazinga, Jeeg robot d'acciaio e compagnia bella (e c'è chi mi piglia in giro per questo), però si vedeva Hello Spank, Heidi, Bia, Magica Emi, Pollon, Sampei, Carletto il principe dei mostri e Dolce remì (i Puffi non fanno testo, non li vedo ancora solo perché non li fanno più), per citarne una piccolissima parte.
Lasciamo stare anche che sono ancora segretamente innamorato perso di Sheila di Occhi di gatto e che Fujiko di Lupin m'ha sempre attizzato abbestia.
Tralasciamo che ho ancora tutte le cassette e i libri di Siamo fatti così.
Evitiamo di menzionare che ancora non capisco quanto fosse lungo il campo di Holly e Benji, ma credo che sia un mistero ormai per tutti, il quarto segreto di Fatima.
Insomma, non consideriamo i cartoni animati (che guai a chi mi tocca i Simpson e i Griffin, ma...).
Parliamo di telefilm.
Tipo McGyver, l'uomo che ha formato generazioni di ingegneri.
Come la famiglia Winslow di Otto sotto un tetto, col "sono stato io a fare questo???" di Steve, che mi ha sempre fatto scompisciare.
Come Laura Palmer di Twin Peaks, sta maiala che non era altro.
O parliamo del fatto che ricordo a memoria tutta la sigla di Willy, il principe di Bel Air.
O della Tata, che mi risvegliava l'orgoglio ciociaro.
O di Baywatch e Supercar. Evitiamo commenti. Da qualche parte ho letto che KITT, la macchina di Supercar, recitava meglio di David Hasselhoff. Appoggio.
O di Happy Days e Hazzard, che mi insegnarono il significato più intimo di "sborone". Mai come Walker Texas Ranger però.
O del "nano, nano" di Mork & Mindy.
O di Dawson's Creek, guardando che finaccia ha fatto Joey (a proposito, ma quello che faceva Dawson è morto o cosa?).
E ce ne sono altri (Vicky, i Robinson, Sanford & son, Alf, Batman...). E chissà quanti ne ho dimenticati. Ah, Beverly Hills, giusto 
A sto punto, rimembrando commossi l'A-Team e ricordando dolorosamente che Friends è finito, Will & Grace è finito, di Sex & the City c'è rimasto forse solo un film, La vita secondo Jim è agli sgoccioli, Settimo cielo pure, Una mamma per amica è finito, Lolle è finito, Streghe è finito...
...e soprattutto che la serie migliore di sempre, colei che resterà ineguagliata per un lunghissimo tempo, è arrivata all'ultima stagione (e parlo di Scrubs),
nzomma, c'è da essere addolorati.
Ieri sera, ore 21:00. Mio fratello torna dal calcetto.
- C'ho un male boia al polso...
- Che è successo?
- Sono caduto a mani avanti mentre giocavo e ho scaricato tutto il peso sulla mano sinistra.
- (Mamma) Andiamo al pronto soccorso??? Oddio dove sta la pomata???
- (Papà) Devi metterci il ghiaccio, devi fasciarlo!
- (Io) E vabbè, sarà un'insaccatura. Fà vedere se s'è gonfiato...
- Oh ma tutti medici qua dentro??? AHIA! E fermati!!! FERMATI, FA MALEEE!!!
- (Io, con occhio clinico) Naa, non è gonfio. Non s'è manco infiammato. Facciamo come al solito, ci metto il ghiaccio spray, te lo massaggi col Voltaren e te lo fascio, OK?
- Vabbè. Piano però.
- Marò, per una bottarella...
- Bottarella il cazzo! E FAI PIANOOO!!! AHIA!
- (con sicumera) Su che domani mattina stai meglio. Non s'è manco gonfiato più di tanto, vedi? Magari fatti accompagnare domani mattina da mamma al pronto soccorso per una lastra però. Pigliati un Aulin almeno ti passa il dolore.
- Se vabbè, è arrivato l'ortopedico.
- Tu fà come ti dico io e vedrai che vai bene.
Oggi. Vado a fare l'esame, riesco a trattenermi dal prendere per il collo l'assistente con manie di grandezza che mette domande nel testo d'esame non spiegate a lezione dal professore, lo faccio tutto sommato abbastanza bene o almeno credo, riparto.
Ore 16. Sto da F, gli spiego le catene cinematiche ed i centri di rotazione per l'esame di statica. Squilla il telefono. Mamma.
- Non è che puoi allontanarti un paio d'ore?
- Perché?
- Dovresti portare Francesco all'ospedale, io sto al lavoro.
- E perché?
- Stamattina ha fatto la lastra al polso.
- Mbè?
- Se l'è fratturato, deve andare a farsi il gesso o quello che è, deve stare a ortopedia entro le 5, hanno detto.
- Ah... ma scusa, non era manco gonfio!
- Sì, guardalo mò...
- Vabbè, vengo subito...
Arrivo a casa.
- Era un'insaccatura, eh? Lo scafoide s'è praticamente spezzato a metà!
- Oh, che ti posso fà se sei l'unica persona al mondo che si sfascia le ossa e non gli si gonfia niente??? Sò mica superman che c'ho la vista a raggi X.
- Vabbè, va. Fà l'ingegnere che è meglio.
(si mette in macchina)
- Fà vedè ste lastre.
- Cazzo ne capisci tu?
- Vabbè, fammele vedere no? Ah, eccola. Ammazza, è pure scomposta!
- Se lo dici tu...
Arriviamo in ospedale. L'infermiere ci chiede di cosa avessimo bisogno. Parlo io che ho le lastre in mano. Anzi, di solito parlo sempre io in famiglia se c'è da interfacciarsi con qualche problema medico. Loro sono convinti che io ne sappia qualcosa, io ne sono convinto pure e siamo tutti felici e contenti.
Il problema è che "qualcosa" non vuol sempre dire "abbastanza da non fare figuracce", ma vabbè.
- Ieri è caduto durante una partita di calcetto, s'è fratturato lo scafoide.
- Brutta bestia. Essendo poco vascolarizzato ci mette un mare di tempo a guarire. 60 giorni se gli dice bene. Comunque, lo mandano qua oggi per il gesso? Come facciamo a fargli il gesso se non passano un paio di giorni per sgonfiarsi? Rischiamo che se si gonfia ancora va in flebite. Fanno le lastre e poi sò incompetenti! Vabbè, venite in sala gessi, magari si può fare qualcosa con una doccia o un tutore. Fà vedere un po' ste lastre.
- (con aria di quello che c'ha capito qualcosa: mò ti frego io, infermiere sapientino!) Eccole, in effetti è un bel casino, è pure scomposta.
- Io qua non leggo scomposta sul referto. Fà vedere (le mette sul negativoscopio)... non è scomposta.
- Ma i margini non sono affrontati.
- (con aria di sfida, si scosta) Fammi vedere un po' dove la vedi sta frattura scomposta tu... fammi vedè sto scafoide.
- (con un po' meno sicumera)...qua, no?
- Eh, giusto, lo scafoide è quello (infermiere sapientino 0 - Angelo 1!!!). Dove la vedi sta scomposizione?
- Qua in mezzo (ormai ho ripreso fiducia...).
- Sì, la frattura è quella, ma scomposta non lo è.
- (mi accorgo che c'ha ragione lui, infermiere pareggia e passa in vantaggio... Tento il recupero in zona cesarini) Ah, già, scusa, mi ero confuso col margine articolare...
- Vabbè, aspettiamo comunque l'ortopedico per vedere se è il caso di fare qualcosa adesso.
Ovviamente, il medico conferma ciò che ha detto l'infermiere sapientino. Si allontanano per qualche secondo per non so cosa, io mi metto a curiosare.
- Oh...
- Che c'è?
- Viè qua.
- Che voi?
- Che t'avevo detto io?
- Che m'avevi detto?
- Fà l'ingegnere, che è meglio.
"Oh che bello" penso "ho ritrovato subito la macchina stasera".
(prologo necessario: la mia capacità di NON riuscire ad orientarmi quando sto a Roma - e non solo - è leggendaria...)
Insomma, degno coronamento di una serata piacevolissima tra amici.
Però...
Arrivo dove avevo parcheggiato la mia macchina e ne trovo una in doppia fila messa esattamente in modo di non farmi uscire. L'unica poi, non c'era una vera e propria doppia fila. "Guarda tu questo" mi viene da considerare "proprio davanti a me doveva mettersi?".
Vado nel ristorante di fronte e chiedo all'uomo alla cassa.
- Mi scusi, sa mica di chi è la macchina parcheggiata in doppia fila qui davanti?
- Ah ma lei è il proprietario della corsa blu?
- Eh sì, dovrei andar via.
- Guardi che quello è riservato ai disabili.
- Ah... non l'avevo notato (e non l'avevo notato davvero! Avevo passato un bel po' di tempo a girare per trovare parcheggio ed il primo posto che ho visto libero l'ho infilato senza pensarci su due volte ed evidentemente senza far caso a dove stessi parcheggiando)...
- Il proprietario è già passato a chiedere quando è arrivato, abita nel palazzo qui accanto.
A questo punto mi stavo già prefigurando di dover passare la nottata in macchina aspettando che al mattino sto tizio andasse via... o alternativamente di dovermi beccare qualche vaso di fiori in testa dovendo svegliare un intero palazzo per trovare sto povero cristo a cui avevo rubato il posto.
Insomma, passo buoni 10 minuti a cercare di capire come uscire. Niente, non ci passavo da nessuna parte. Rientro nel ristorante.
- Scusi se la disturbo di nuovo, si ricorda il cognome del proprietario dell'auto? So di stare in torto, ma vorrei andar via senza svegliare un palazzo intero...
- Lo conosco, ma il cognome sinceramente... boh, dovrebbe cominciare per S, ma non me lo ricordo (ride sotto i baffi)...
- D'accordo, grazie di nuovo.
Vado sparato al citofono: quanti cognomi per S ci potranno essere? Magari se ho fortuna è uno solo.
E che lo dico a fare: la metà.
A sto punto l'idea: "magari" penso "non ha messo il freno a mano, provo a spingere".
Uno adesso dovrebbe provare a visualizzarmi mentre cerco di spingere con decisione sta macchina, provando però ad essere discreto e delicato. Insomma, cercando di far finta di niente.
Fortunatamente il mio senso del ridicolo funziona abbastanza decentemente per capire che quella macchina non solo non si sarebbe mai spostata, ma stavo anche facendo la figura dell'idiota. Desisto subito.
Proprio mentre penso che l'unico modo per andar via è chiamare i vigili e farmi fare la multa mi chiama uno dei camerieri del ristorante.
- È sua la corsa blu?
- (con un lumicino di speranza negli occhi) Sì, è mia...
- Guardi che il proprietario ha chiamato la polizia. Auguri...
Altro che figura di merda, stasera me la passo in questura, ho pensato.
Ad un certo punto vedo un'anima pia, una ragazza che sta entrando nel portone. La blocco.
- Scusami, sai mica di chi è quella macchina?
- Sì, è dell'avvocato S...
"Minchia!" penso "ma non potevo rubare il posto a qualcun altro???"
- Ti ringrazio...
A sto punto, prendo il coraggio a quattro mani e citofono. Risposta immediata.
- Sì?
- Avvocato, mi scuso infinitamente per l'ora, sono il proprietario della corsa blu, ho parcheggiato al suo posto, me ne rammarico. Sarebbe così gentile...?
(resto in attesa di almeno almeno una sparata di quelle epocali)
- Eh, io avevo anche domandato giù al ristorante. Aspetti.
Nel frattempo che scende, penso: o quando viene giù mi mena o poco poco mi denuncia. Si apre il portone. Non riesco a capire se mi guarda storto, perché come si suol dire aveva gli occhi uno a Cristo e uno a San Giovanni, poraccio, ma secondo me mi stava guardando storto eccome.
- Lei è fortunato che la polizia non è ancora arrivata, altrimenti la sua macchina non la trovava proprio. Io ho chiesto anche nel locale, i clienti parcheggiano spesso nel mio posto.
- Lo so, sono completamente in torto, non so come scusarmi...
- Vabbè, va. Le è andata bene stavolta, la polizia ancora non arriva.
- La ringrazio, mi scusi ancora.
Strano però. Non mi fischiavano le orecchie mentre ero a cena.