posted by Buachaill @ 20:26 - mercoledì, 28 novembre 2007
Di Carmen Consoli ho apprezzato davvero tanto l'ultimo album, Eva contro Eva.
A quanto pare in famiglia sono tutti musicisti, però. Non so mica se mi piace di più lei o il fratello 
posted by Buachaill @ 00:48 - lunedì, 26 novembre 2007
Eh, lo so, è uscito nei cinema il 23 marzo scorso e arrivo un po' tardi.
Certo, alcune cose sono un po' caricaturate. Serse pare una drag queen ed è così gay che più gay non si può, tutto il suo popolo è un branco di mostri deformi, la sua corte è un inno alla lussuria, il film è mooolto splatter (ho perso il conto delle teste che rotolavano via) e gli Spartani sono dipinti come tutti Rambo dal fisico scultoreo mentre gli altri Greci sembrano tutti pisciasotto.
Ma non è un film, è un'esaltazione di forza, amore e morte, onore e sacrificio. È un carico di adrenalina. Diverso dal classico filmone epico alla Troy (anche se chi non ama il genere forse non apprezzerà, come non apprezzerà chi è facilmente suggestionabile). La colonna sonora, poi, è magnifica. Per non parlare della fotografia.
La scena degli Spartani che ridono mentre si proteggono con gli scudi da un nugolo di frecce persiane che oscuravano il sole.
La bellezza, la forza e la dignità della regina Gorgo (no, dico, mi sono innamorato di Lena Headey. Veramente. Vale la pena vederlo solo per il suo personaggio, dico davvero), mentre consegna lo scudo al suo sposo dicendo "ritorna con il tuo scudo, o su di esso".
Leonida che grida "moglie mia, ti amo" prima di essere sommerso dalle frecce, last man standing, anche se non c'è spazio per debolezza e tenerezza per i duri ed i forti, soprattutto a Sparta.
La strenua lotta per la libertà, già dipinta innumerevoli volte (William "Braveheart" Wallace, Michael Collins, re Aragorn di Gondor...) ma mai abbastanza...
Insomma, da vedere. Sarò di parte perché questo tipo di film mi esalta, ma è semplicemente maestoso, oltre che tecnicamente spettacolare.
posted by Buachaill @ 23:15 - domenica, 25 novembre 2007
- Pronto?
- Ehi...
- Ciao...
- ...Ma te le scrissi io queste cose?
- Cosa?
- Le lettere...
- Sì.
- ...
- Mi capisci, ora? Le cose che ti dico io oggi eri tu a scriverle a me...
- ...Ma cosa sono diventata???
- ...
- Non è possibile, io sono ancora questa persona. Lo voglio ancora essere.
- E allora? Cos'è che ti frena???
- Ce la farò. Lo devo a me stessa, prima che a te. Ce la faremo. Avrò pure subito una battuta d'arresto, ma non mi fermo, anzi, non ci fermiamo. Adesso basta, si ricomincia.
posted by Buachaill @ 02:37 - sabato, 24 novembre 2007
Prendo spunto da un "evento": oggi ho seguito la mia ultima lezione all'università, l'ultima prima della laurea.
E mi è stato detto stamattina: allora stasera festeggi...
No, non festeggio. Anzi, preferirei rimuovere.
Un'altra fase finita. Sì, c'è la tesi da finire e due-tre esami da sostenere nei prossimi due mesi, ma sostanzialmente è tutto finito. Un altro periodo della vita, forse il più importante, quello che lascia (dovrebbe lasciare) più ricordi ed esperienze umane, concluso. Probabilmente la fine dei giochi, ché poi si deve cominciare a giocare con la vita bastarda.
Non festeggio perché arrivo alla fine, come al solito, e capisco che avrei dovuto giocarmela di più. Mi rimangono solo migliaia e migliaia di km percorsi in autostrada. Avrei dovuto godermela di più. Avrei dovuto viverla di più. Come al solito. E come al solito ho cominciato ad accorgermene troppo tardi.
Ho solo rimpianti. Ho rimpianti per aver disprezzato le cose semplici, per essere cresciuto troppo presto, per aver parlato con i grandi quando ero piccolo, per essermi sempre preso troppo sul serio, per aver sempre voluto passare per più maturo di quanto avrei dovuto essere, per aver avuto le idee chiare.
Ho rimpianti per un rapporto che entra in crisi profonda dopo quasi otto anni in cui, ad essere onesti, sono stati buoni in totale forse neanche un paio, perché non si poteva, perché era presto, perché era tardi, perché c'erano le "priorità", perché dovevamo crescere in fretta entrambe... Ho rimpianti perché mi ha dato tanto, mi ha fatto trascurare altrettanto ed ora mi toglie anche quello che mi aveva dato.
Ho rimpianti perché, costretto a scendere a patti con la vita, rimango con un pugno di mosche in mano.
Ho rimpianti per tutte le volte in cui ho detto "no, non posso", "no, non voglio", "no, non mi interessa". Ho rimpianti perché di scelte ne ho fatte tante ed ovviamente non posso avere più ciò che non ho scelto.
Ho rimpianti per non aver mai fatto cazzate, o di non averne fatte abbastanza.
Ho rimpianti per tutte le serate passate in sala prove con il basso in braccio a suonare, scherzare e fare progetti, grandi e piccoli.
Ho rimpianti perché mi hanno fatto smettere troppo presto di fare le cose da "ggiovani".
Ho rimpianti per tutte le volte che, per guardare al futuro, ho voltato le spalle al presente.
Ma non posso tornare indietro. Sono solo patetico ed incoerente con me stesso a volerlo pensare. Ciò che è perso è perso.
Resta da capire, però, cosa cazzo ci sto guadagnando.
posted by Buachaill @ 18:16 - mercoledì, 21 novembre 2007
Stavo ascoltando il precedentemente citato album ed ero andato in fissa con Boy with a Coin, l'avrò risentita qualche decina di volte (mi successe tempo fa, ricordo, con Mama said, solo voce e chitarra country, che l'andai canticchiando per qualche mese quando uscì l'album Load in cui i Metallica la inserirono; mi è risuccesso con How to save a life dei The Fray e non so quante altre innumerevoli volte, come penso succeda a tutti d'altronde) e non riuscivo a togliermela dalla testa. Ma di brutto proprio.
Così, solo perché dopodomani ho un esame e dovrei pensare ad altro, ma tant'è.
Mi è allora venuto in mente di aver visto un film di qualche tempo fa in cui la protagonista, dopo un incidente, ha un problema neurologico e nella sua testa risuona 24 ore su 24 una canzone ad alto volume, sempre la stessa tutti i giorni, fino a mandarla ai pazzi. Solo che non mi ricordavo il titolo, perciò mi sono messo su Google per cercarlo.
Insomma, sto impazzendo.
Sto cercando qualsiasi combinazione di parole chiave, spulciando IMDB, FilmUp, cercando in più lingue da due ore. Mi è venuto in mente che forse la canzone era I Will Survive o comunque qualcosa del genere: e navigati tutta Wikipedia, fatti na cultura di disco music dagli anni '60 ad oggi... niente da fare. Non mi viene.
Lo so, finché non troverò sto dannato titolo di sta maledetta canzone e di sto stramaledetto film sarò intellettivamente incapace di pensare ad altro...
posted by Buachaill @ 00:29 - martedì, 20 novembre 2007
Ho scoperto che Iron & Wine (nome on stage di Sam Beam) ha rilasciato da poco un nuovo album, "The shepherd's dog", dopo il bellissimo "Our endless numbered days" del 2004.
Ne ho ascoltato qualche pezzo su last.fm.
Che dire? Stupendo. Così come era stupenda la versione di Such Great Heights (l'originale è dei Postal Service), nella spettacolare colonna sonora di Garden State (opera, nel senso di sceneggiatura, direzione, interpretazione e scelta di tale colonna sonora, di quel genio di Zach Braff).
È un folk rock che ricorda in più punti Simon & Garfunkel, Nick Drake e Neil Young (mica dù scemi), ma più... "intimo". Più personale... sembra che canti a se stesso, sussurrando.
Questo è il video della sua "Naked as we came" (da "Our endless numbered days"):
Insomma, che v'aggia dì? Accattatevillo (o scaricatevillo, che per me è uguale
).
Pure se magari vi fa schifo, sarà sempre meglio di quella porcata di High School Musical... (No, diciamolo. Offendiamo generazioni di adolescenti in calore. A me la faccia di cazzo di Zac Efron fa venire voglia di prendere a criccate quel sorriso ebete...)
posted by Buachaill @ 17:17 - sabato, 17 novembre 2007
...non ci riesci. È come chi dimentica di prendere il caffè al mattino e sta intontito per tutta la giornata. Non per abitudine, ma per bisogno. Fai un mare di cose per non pensarci: studi, vai in palestra, ti fai una cioccolata calda con le tavolette di cioccolato di Modica al caffè (grazie Chiaretta!), giri sul Tubo, ti rimetti a studiare, ma niente. Continui a sentirti vuoto.
Perché, anche se siete come due estranei ormai, se lei non ti dà più quello che desideri, sei ancora innamorato perso del passato, di ciò che è stato, di quello che avete provato, di ciò che era. Vi siete lasciati con una promessa di ritrovarvi al più presto, con la sua promessa di cambiare e tornare quella che era prima, di rifiorire, di rinascere migliore di prima dalle ceneri, come la Fenice. Promesse che trovi difficile da mantenere ma in cui riponi tutta la tua speranza.
Mai e poi mai avresti potuto non pensarci più. Dovunque ti giri, ciò che ti circonda è permeato da lei. Non riesci a pensare un futuro con lei così com'è adesso, ma neanche ne concepisci uno senza di lei.
Guardati il dito dove portavi l'anello. Il segno è ancora ben visibile, non se ne andrà tanto presto. Ma poi, vorresti che se ne vada?
Cerchi di razionalizzare, sì, ma non ci riesci proprio. Prendi il telefono.
Non è tanto il fatto che lei non dorme e piange che ti ha scosso negativamente. Non è neanche il capire che ce la sta mettendo tutta per riconquistarti, che sta lottando contro se stessa e vuole vincere, che ti ha scosso positivamente.
È il sentirti chiedere in maniera anonima "che fai stasera?", ammettilo, che ti ha bruciato dentro.
posted by Buachaill @ 19:06 - giovedì, 15 novembre 2007
Uno già si alza intontito, dopo poche ore di sonno, reduce da una mazzata pesante, di quelle che lasciano il segno. Psicologicamente e fisicamente.
Arriva a Roma in ritardo, per colpa del solito incidente sull'autostrada. Si fa sei ore di lezione, di cui le ultime due tenute da un dottorando frustrato che vorrebbe dimostrare di essere un gran professorone. Esce col mal di testa, si rimette in macchina alle 16 e cerca di stare entro le 17:45 al municipio di un paese a 100km di distanza, dove deve adempiere a disbrighi burocratici per scaricare qualche peso dalle spalle dei genitori. Il che comporta tutta la trafila successiva di scartoffie e giornate perse in sala d'attesa. Eggià, tanto di tempo ce n'ha tanto, s'è fatto il mazzo da illo tempore per sé e per fronteggiare una situazione sentimentale di merda, in due settimane deve prepararsi tre esami che se non li fa tutti subito la laurea gli slitta di nove mesi. Ci deve andare oggi, perché l'altro signorino di casa non può perdere scuola il lunedì mattina. E grazie al cazzo, se l'è scialata fino ad ora e se fa altre assenze lo bocciano. Tanto è Angelo che si carica sulle spalle tutto, c'è abituato. Pioggia, strada di merda bagnata percorsa da mezzi pesanti, un mare di traffico, visibilità precaria. Comincia ad innervosirsi. Alle 17:40 chiama dicendo "arrivo alle 18", l'impiegata dice "posso aspettare fino alle 18 meno 5". Alle 18 meno 10 se n'è andata, sta troia: Angelo stava nel traffico a 10 km di distanza. Riprende la strada, torna a casa, traffico, pioggia, mezzi pesanti, rischia tre volte il patatrac con l'imbecille che ha davanti in coda, chiamate su chiamate per sapere se era riuscito a mettere sta cazzo di firma. Due ore e quaranta di macchina nel traffico senza alzare il culo dal sedile.
Angelo ha le spalle grosse, deve preoccuparsi di tutto, di tutti. Deve sempre essere forte. Ma È forte.
Deve solo capire cosa cazzo ha fatto di male, chi è sto stronzo di cui sta scontando le colpe. Sta con un dolore bruciante alla nuca ed alla schiena, perché è lì che sfoga e reprime la stanchezza e la rabbia, e deve rinunciare a quel minimo sfogo rappresentato dalla palestra.
Ma ce la fa. Oh, se ce la fa. Ce l'ha sempre fatta. Lui è contento, e sta tranquillo. Perché quando è messo alla prova tira fuori i coglioni, diventa più tosto. Perché sa che ha un pugno di amici che ci sono stati quando ne aveva più bisogno, sa che ci saranno e gliene è grato, è anche merito loro se ora è forte, se ce l'ha fatta.
Perché si accorge che alla fine le mazzate gli fanno bene: ciò che non uccide fortifica. Perché vuole razionalizzare, l'ha sempre fatto quando ha potuto. Perché vuole sorridere, vuole continuare ad esserci per sé e per gli altri, vuole "un mondo all'altezza dei sogni che ha", come canta Ligabue.
Da oggi farà come ciò che Nietzsche fece raccontare a Zarathustra, quando disse al pastore che veniva soffocato dal serpente "mordi!". Il pastore morse, staccò la testa del serpente, la sputò, balzò in piedi e rise, rise come non aveva mai fatto.
posted by Buachaill @ 01:43 - giovedì, 15 novembre 2007
When I look into your eyes
I can see a love restrained
But darlin' when I hold you
Don't you know I feel the same
'Cause nothin' lasts forever
And we both know hearts can change
And it's hard to hold a candle
In the cold November rain
We've been through this such a long long time
Just tryin' to kill the pain
But lovers always come and lovers always go
And no one's really sure who's lettin' go today
Walking away
If we could take the time to lay it on the line
I could rest my head
Just knowin' that you were mine
All mine
Do you need some time... on your own
Do you need some time... all alone
Everybody needs some time... on their own
Don't you know you need some time... all alone
I know it's hard to keep an open heart
When even friends seem out to harm you
But if you could heal a broken heart
Wouldn't time be out to charm you
Sometimes I need some time... on my own
Sometimes I need some time... all alone
Everybody needs some time... on their own
Don't you know you need some time... all alone
And when your fears subside
And shadows still remain
I know that you can love me
When there's no one left to blame
So never mind the darkness
We still can find a way
'Cause nothin' lasts forever
Even cold November rain
You're not the only one
You're not the only one
Don't ya think that you need somebody
Don't ya think that you need someone
Everybody needs somebody
You're not the only one
You're not the only one
posted by Buachaill @ 01:40 - mercoledì, 14 novembre 2007
Perché la vita è difficile, non ci contenta mai, ma a volte ci riserva piccole gioie che vengono da piccole cose. Che so, una Guinness, o una sigaretta.
Perché il parlare è una medicina potente... una cura per la mia sindrome di Montalbano (chi ha presente Salvo e Livia? Ecco, uguale) 
Sì, l'amicizia è davvero una cosa bellissima, perché condividere i propri pensieri ed i propri io è farsi un bellissimo regalo l'un l'altro...